La realtà aumentata è come lo smartphone: presto vi sentirete nudi senza

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Vi ricordate la vostra vita senza smartphone? No, nemmeno io. E tra pochi anni lo stesso succederà con le realtà non reali. 
Un primo assaggio di Realtà Aumentata lo avete avuto se siete uno dei 500 milioni di coloro che hanno scaricato Pokemon Go, che ha reso possibile vedere un Charmender sulla propria scrivania. Esperimento divertente, per quanto ludico. Va però sottolineato che l’applicazione anche in ambito business di questa nuova tecnologia sta crescendo molto e si pensa che sarà proprio questa, nel panorama delle realtà non reali, quella ad avere maggiore successo e uso.

Qui di seguito cercherò di spiegare come la Realtà Aumentata diventerà, piano piano, parte della nostra quotidianità.

Il potenziale è senza limiti

Pensiamo ipoteticamente di indossare un casco che permetta l’uso dell’AR mentre passeggiamo per strada.


Saremmo in grado di vedere quanto costa il caffè in un bar senza nemmeno aver bisogno di entrare. Incontrare un amico in un nuovo locale? Se ti perdi puoi letteralmente vedere passo a passo la direzione da prendere sospesa a mezz’aria davanti a te, con frecce e linee sul pavimento che ti indicano la strada corretta. Se non sei sicuro del tempo che farà, guarda il cielo e il casco ti dirà le previsioni per le prossime ore.

La vera abilità della Realtà Aumentata e l’aspetto che la rende importante è quello di fornire informazioni contestuali alla realtà, senza distrarci dal contesto e rendendo il tutto molto più coinvolgente

Ma l’uso dell’AR è previsto anche a livello business con applicazioni pensate per essere usate su smart device da persone impiegate nel settore industriale. Immaginiamoci un operaio che deve fissare un tubo e il suo capo localizzato fisicamente in un’altra stanza in grado di collaborare avvalendosi della Realtà Aumentata. Il capo è in grado di dare indicazioni, consigli e direttive all’operaio in tempo reale, rimanendo semplicemente nella sua stanza, e sovrapponendo immagini virtuali alla scena reale vissuta dall’operaio. Quest’ultimo può poi creare delle note che vengono visualizzate da chiunque ne avrà bisogno in futuro senza dover chiedere aiuto e lavorando in autonomia.

A questo punto potreste pensare che non importa quanto possa essere fantastica l’AR ma che non volete andare in giro con un casco o con dei visori ingombranti in testa. E avete ragione. Molte aziende ci hanno già pensato e stanno guardando verso il futuro. Samsung, ad esempio, ha firmato un brevetto per delle lenti a contatto smart che funzionano con la Realtà Aumentata. Grazie al sussidio di uno smartphone, il gigante Sud-Coreano dell’elettronica sta studiando e lavorando ai primi prototipi che permettono di eseguire comandi o visualizzare informazioni istantanee semplicemente sbattendo gli occhi o fissando un punto, senza la necessità di utilizzare wearable ingombranti e che poco si adattano alla nostra quotidianità.

E se questo è troppo per la vostra immaginazione, pensate al vostro telefono. Se non lo state tenendo in mano al momento è comunque probabilmente a vostra portata di mano. I telefoni sono diventati in sostanza un’estensione del nostro corpo, causandoci ansia se rimaniamo senza di esso per troppo tempo. Ma fino a circa 20 anni fa non era affatto così. E come mai non potrebbe succedere lo stesso per l’AR?

Non siamo ancora arrivati a questo punto

Ma allora perché continuiamo a parlare al futuro? Purtroppo ci sono ancora delle problematiche aperte, legate al fatto che questa tecnologia ha visto molte false partenze.

Mostrare alcune delle soluzioni futuristiche citate sopra serve solo a suscitare un wow-effect che ci permette di dire “incredibile, stiamo vivendo nel futuro”. Purtroppo però tra i concept o prototipi e gli oggetti lanciati e realmente presenti sul mercato ci sono delle differenze. Quando i prototipi dei Google Glass vennero presentati al mercato nel 2013 non hanno avuto il risultato aspettato e desiderato.

Dopo l’iniziale wow-effect infatti, non c’era un ecosistema adatto a supportare l’evoluzione del prototipo in un prodotto, che forse risultava essere fin troppo precoce per i tempi e per il pubblico. Tuttavia circolano voci che parlano di un ritorno ipotetico dei Glass che potrebbero tornare attivi su mercati specifici come in ambito healthcare, manufacturing o nell’industria energetica.

Nel frattempo Microsoft è uscita lo scorso aprile sul mercato con una edizione per gli sviluppatori di Hololens. Tuttavia il prezzo non rende il device accessibile a tutti e l’azienda è stata molto vaga e riservata su un’ipotetica data di uscita ufficiale sul mercato di massa.

Ma il futuro dell’AR è splendente

Per ora non abbiamo a disposizione informazioni certe sull’AR, sul suo uso e le sue tempistiche di impiego in ambito business e non ci sono molte applicazioni scaricabili con questa tecnologia.

Siamo ancora nella fase di progettazione e sperimentazione, ma la larva presto si trasformerà in una bellissima farfalla e la Silicon Valley lo sa bene

La Realtà Aumentata è stata infatti una parte preponderante del discorso fatto da Mark Zuckerberg alla conferenza F8 di Aprile. Facebook userà la tecnologia per cercare di “mischiare il mondo fisico e quello digitale in modi nuovi”.

Anche Apple strizza l’occhio all’AR e il CEOTim Cook, ha dichiarato in un’intervista all’Indipendent che questa tecnologia cambierà molto le carte in tavola, esattamente come fece il primo iPhone. Apple non ha ancora comunicato nulla di ufficiale, ma alcuni rumors parlano di funzionalità in AR nel nuovo iPhone 8 e perfino di un paio di occhiali appositi per questa tecnologia.

L’AR è il futuro, tutto quello di cui ha bisogno è un leader che apra ufficialmente la strada sul mercato. Se questo ruolo verrà assurto da Google, Microsoft, Apple o un alto competitor non lo sappiamo ancora, ma siamo certi che presto le aziende saranno capaci di cogliere la palla al balzo e portare la Realtà Aumentata nelle nostre tasche e nella nostra quotidianità.

Sources:

Cnet, Visual Hunt