Sei Chatbot che rendono il mondo un posto migliore

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I Chatbot sono molto utili per il Customer Service, per effettuare ordinazioni o per essere semplicemente aggiornati riguardo le condizioni meteo. Tuttavia ci sono Chatbot concepiti con scopi più nobili. Qui vi presentiamo 6 bot sviluppati utilizzando diverse tecnologie e APIs e disponibili su differenti tipi di interfacce, che hanno l’obiettivo di migliorare la vita di tutti noi.

1. DoNotPay: ottenere supporto legale gratuitamente in meno di 30 secondi

DoNotPay è nato come un servizio un po’ provocatorio, per aiutare gli automobilisti a evitare di pagare il biglietto del parcheggio. Joshua Browder, studente di Stanford che ha sviluppato l’applicazione di DoNotPay,  ha deciso di estendere le competenze del servizio offerto dopo aver avuto feedback positivi da più di 160.000 utenti. Le persone hanno iniziato a contattarlo chiedendogli aiuto riguardo altre questioni di tipo legale come sfratti, bancarotta e riappropriazione di beni. Per questi motivi ha deciso di espandere le capacità del servizio disponibile fino a quel momento, per aiutare persone senza fissa dimora o in difficoltà economiche.

Piuttosto che far compilare un lungo form ai beneficiari del servizio, Browder decise di utilizzare un’interfaccia basata sul linguaggio naturale, per raccogliere i dati necessari per poter fruire dei servizi offerti. Decise di utilizzare il servizio conversazionale di IBM, Watson, che lo aiutò ad incrementare l’accuratezza del 30%. Browder aveva solo 19 anni quando creò l’app e l’API di Watson lo ha aiutato a costruire un’AI più solida all’interno della sua applicazione, in sole poche settimane. Nel frattempo ha focalizzato la sua attenzione su altre specializzazioni di legge, compresa la risoluzione di problemi con padroni di casa e problemi legati ai viaggi.

Browder ha raccolto dati e informazioni per  15 anni e ha deciso poi di programmare DoNotPay per porre agli utenti domande personali circa i loro problemi di partenza. Chiedeva per esempio alle persone che affrontavano uno sfratto se avessero il diritto di vivere in quella determinata casa. A una persona alla ricerca di casa chiedeva se era legalmente un senzatetto, fornendo loro un aiuto legale. Dopo aver raccolto tutte queste informazioni ha creato un’app il cui obiettivo è quello di fornire un servizio che aiuti persone in difficoltà preservandole da avvocati disonesti che impongono costi elevati per fornire poco più di un foglio di carta o un semplice parere tecnico.

In seguito al successo di DoNotPay, Browder, definito dalla BBC il “Robin Hood di Internet”, ha ampliato il suo servizio per fornire assistenza legale gratuita ai rifugiati negli Stati Uniti, in Canada e in Inghilterra.

2. Woebot: il tuo terapista 24/7

Creato da un team di psicologi di Stanford ed esperti in AI, Woebot usa brevi conversazioni via chat con connotazioni di sentimenti e giochi di parole per aiutare le persone alla ricerca di un terapista a basso costo. Wombat Labs Inc. ha lanciato proprio a giugno la versione del chatbot per il mercato. Le prime 14 sessioni con il terapista sono gratuite, in seguito il servizio offre un prezzo tra i 6 e i 12 dollari a settimana a seconda del piano di terapia per il quale ci si segna. I creatori di Woebot hanno dato al bot una personalità divertente, giovanile ed amichevole. Il loro sito web dice per esempio che “Woebot è pronto ad ascoltare i suoi pazienti 24/7. Nessuna perdita di tempo, nessuna medicina e nessun approccio infantile. Solo strategie per migliorare il proprio umore.”

Woebot usa un mix di natural language process, esperienze terapeutiche, argomenti personalizzati e senso dell’umorismo per “creare l’esperienza di una conversazione terapeutica  per tutte le persone che lo usano”.

Ecco come l’azienda descrive il proprio servizio:

“Woebot è un agente conversazionale automatico (chatbot) che  aiuta a monitorare il tuo umore mentre impara a conoscerti. Progettato partendo da un sistema terapeutico noto come Terapia Cognitiva del Comportamento, Woebot chiede alle persone come si sentono e cosa succede nelle loro vite sotto forma di brevi conversazioni quotidiane. Woebot fornisce anche informazioni circa la sanità mentale e il benessere e condivide video e altri tool utili a seconda dell’umore e delle esigenze dell’utente”.

3. U-Report: la tua voce conta

I giovani sono preoccupati da una varietà di tematiche, dai cambiamenti climatici ai problemi economici. Unicef ha creato il proprio bot, U-Report, per dare una voce a queste istanze. Il bot, disponibile tramite Twitter e Facebook Messenger, ha l’obiettivo di collezionare le opinioni e le esperienze dei giovani partecipanti, che ora superano i tre milioni, e usarli per aiutarli ad influenzare l’opinione pubblica.

U-Report pubblica periodicamente consigli circa diversi argomenti, e organizza i risultati sulla base di dati demografici forniti dagli utenti in fase di registrazione.

Il bot ha ottenuto alcuni risultati degni di nota, ad esempio il bot ha chiesto a 13.000 studenti se i loro professori scambiavano voti in cambio di prestazioni sessuali.  L’86% ha risposto di sì, portando alla luce un grosso problema e ha spinto il Ministro dell’Educazione a collaborare più a stretto contatto con UNICEF.

4. Quitxt: Aiutare gli utenti a smettere di fumare

È il 2017 e nonostante i divieti di fumare e le multe punitive, le persone non abbandonano questo brutto vizio. Un chatbot può aiutare le persone a smettere di fumare? La Dottoressa Amelie G. Ramirez dell’Università del  Texas Health Science Center al San Antonio’s Institute for Health Promotion Research spera di sì. Ha creato Quitxt, un bot basato su un sistema di SMS progettato per aiutare i fumatori alle prese con i sintomi di astinenza a intraprendere il percorso per smettere.

Prendendo un target di giovani tra i 18 e i 29 anni, il bot incoraggia costantemente le persone a smettere e a non tornare indietro.  I fumatori possono programmare la loro data in cui smettere con il brutto vizio e intraprendere il programma lungo dalle 8 alle 10 settimane, ricevendo tra i 3 e i 7 messaggi di testo per le prime due settimane, riducendo l’intensità delle comunicazione nel corso del tempo, quando la voglia di fumare degli utenti dovrebbe essersi già ridotta. Inoltre per incoraggiare l’utente, il chatbot dispensa consigli per controllare lo stress e costruire una nuova rete di supporto.

5. MeditateBot: creare un’app per la motivazione quotidiana

Mentre alcuni bot sono realizzati con lo scopo di interrompere alcune cattive abitudini, altri vogliono far sì che gli utenti ne prendano di nuove. L’imprenditore Eric Rems ha creato MeditateBot come un vero tool di Facebook Messenger che lo aiutasse a ricordarsi di meditare. La meditazione è infatti una tecnica medica ufficialmente sperimentata, che aiuta chi la pratica a rimanere concentrato durante il giorno, riducendo stress e conflitti.

Sviluppato in poco più di un weekend, il chatbot insegna i benefici della meditazione e dispensa diversi tipi di consigli. Inoltre aiuta le persone nella loro quotidianità fornendo loro reminder periodici circa l’attività di meditazione. Nella fase di creazione del bot, Rems si è concentrato sull’idea di mantenere le barriere d’ingresso al chatbot basse  non imponendo troppe domande e richieste agli utenti. Ha preferito evitare di collezionare troppi dati, in modo tale che gli utenti potessero iniziare ad usare il bot fin da subito con semplicità e rapidità.

L’applicazione permette di scegliere quando meditare e per quanto tempo. Inoltre le opzioni possibili sono state limitate.

“Ho visto troppe applicazioni che hanno un numero pressoché infinito di opzioni e questo rende solo più complicato scegliere quella corretta, il che porta solo frustrazione” dice.

Più di 500.000 utenti sono stati aiutati a migliorare la propria salute mentale grazie all’uso di questo chatbot, numeri che parlano chiaro sulla qualità del servizio offerto.

6. MSSG Voting Bot: accompagnare le persone al proprio seggio

Un’organizzazione ha evidenziato come la tecnologia possa avere un effetto positivo sulla democrazia. L’azienda di digital marketing MSSG ha creato un chatbot per Facebook Messenger per il Connecticut House Democratic Campaign Committee che aiuta i votanti a trovare il proprio seggio in modo rapido e semplice.

Il Connecticut HDDC bot da la possibilità agli utenti di inserire il proprio indirizzo all’interno di una conversazione su Messenger e in cambio fornisce il seggio associato ad essa insieme con la geolocalizzazione su Google Map.

Cosa c’è di meglio che supportare la democrazia con un sistema democratico e alla portata di tutti quale l’uso di un chatbot?

 

Sources:

IBM