L’IoT nel mondo dell’Healthcare: quando la salute si indossa

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Sempre più soluzioni dell’Internet of Things (IoT) stanno trovando spazio nel mondo dell’healthcare, dando vita a quello che viene definito come Internet of Healthcare Things (IoHT) o Internet of Medical Things (IoMT).

Come evidenziato dal rapporto di TrendForce, nel biennio 2016-2018 si sta investendo molto in questa tipologia di soluzioni tecnologiche, ma ci sono ancora dei problemi da dover superare. L’ostacolo più grande è garantire la sicurezza dei big data raccolti e contenenti informazioni sensibili sullo stato di salute dei pazienti. Inoltre, non tutti gli ospedali o centri sanitari sono in gradi di trattare tali quantitativi di dati.

Nonostante ciò, nel mondo dell’healthcare si stanno diffondendo numerose soluzioni IoT che molto spesso sfruttano i wearable device. Questi dispositivi indossabili sono in grado di rilevare, memorizzare e trasmettere dati sui parametri vitali e sui movimenti del paziente. Le informazioni raccolte sono fondamentali per andare a costruire modelli predittivi in grado di allertare in caso di rischi imminenti per la salute del paziente.

Ecco alcune delle soluzioni wearable più utilizzate oggi nel mondo dell’healthcare.

Braccialetti e smartwatch

Oggetti presenti nella nostra vita quotidiana si sono trasformati in mezzi tecnologici utili anche per la nostra salute: braccialetti e smartwatch sono sicuramente i due dispositivi indossabili più utilizzati attualmente nell’healthcare e servono sostanzialmente per due scopi differenti:

  1. Necessità di tenere sotto controllo i parametri vitali ed eventuali loro variazioni nei pazienti che soffrono di una patologia cronica, a lungo termine o in una fase post operatoria. I dati vengono raccolti in tempo reale, permettendo agli operatori sanitari e ai caregiver di intervenire in tempi rapidi in caso di necessità. Un esempio è la misurazione del battito cardiaco costante per individuare eventuali anomalie che potrebbero risultare pericolose per il paziente.
  2. Registrazione costante del movimento fisico effettuato e di alcuni parametri vitali (come frequenza cardiaca e pressione sanguigna) per sapere se, in base a dei modelli predettivi elaborati dalla raccolta e correlazione di numerosi dati, eventuali variazioni possono rappresentare l’insorgenza di un problema futuro. In questo caso lo scopo è precauzionale ed è uno strumento utile per i soggetti considerati potenzialmente a rischio.

Lo smartwatch può essere utilizzato anche per combattere la depressione: da una joint venture tra Takeda Pharmaceuticals U.S.A. e Cognition Kit Limited nasce l’idea di utilizzare un Apple Watch per combattere questa malattia che colpisce in tutto il mondo 350 milioni di persone, senza distinzione di età. Il funzionamento è molto semplice: il dispositivo registra in modo passivo dati sull’attività fisica del paziente, il quale deve inserire tre volte al giorno informazioni sul suo stato d’animo e autovalutazioni in merito alle sue attività cognitive. L’analisi incrociata di questi tre dati fornisce delle indicazioni sull’umore del paziente e permette di intervenire con una terapia quando necessario.

Cerotti smart

Anche i cerotti smart possono essere utilizzati per monitorare i parametri vitali, proprio come i braccialetti e gli smartwatch, ma le loro potenzialità non finisco qui!

Per chi soffre di diabete, controllare in modo frequente il tasso glicemico nel sangue è fondamentale per sapere quand’è il momento in cui somministrare l’insulina. Oggi l’evoluzione dei dispositivi rende possibile misurare in maniera automatica questo livello grazie a un sistema di monitoraggio continuo del glucosio (CGM) impiantabile sottocute per mezzo di un cerotto (come ad esempio Eversense di Roche).

I vantaggi nella vita di tutti i giorni sono notevoli per il soggetto affetto da diabete: la misurazione costante della glicemia avverte in anticipo la persona o il suo caregiver di una prossima ipoglicemia permettendo di intervenire in tempo e evitando la fastidiosa pratica di doversi bucare per misurare il valore. Tutte le misurazioni, inoltre, sono salvate in modo automatico sul suo dispositivo mobile e in alcuni casi possono anche essere inviate al medico curante, permettendogli di avere sempre sotto controllo la situazione del suo paziente.

VDM Labs, la sede americana di Vidiemme, ha sviluppato proprio avvalendosi dell’ausilio di cerotti smart la soluzione Wearable 4 Life, un sistema di monitoraggio dei parametri vitali di pazienti cardiopatici atto ad intervenire tempestivamente alla rilevazione di anomalie nei dati registrati.

Lenti a contatto

Sempre per le persone affette dalla patologia del diabete, una soluzione per la misurazione costante della glicemia deriva dall’utilizzo di lenti a contatto di Google X Labs. I vantaggi sono gli stessi del cerotto ma il funzionamento in questo caso è diverso poiché il controllo dell’indice glicemico non è costante: è il paziente che, tramite app da smartphone, deve procedere alla sua misurazione.

 

Sources: Econsultancy, VisualHunt