I videogiochi incontrano il mondo dell’Healthcare

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Spesso visti come un rischio per la salute, capaci di creare dipendenza o di cambiare le abitudini comportamentali, in realtà negli ultimi anni i videogiochi sono sempre più utilizzati per guarire o prevenire alcune patologie.

Nonostante ci sia ancora del scetticismo sul loro effettivo contributo, si stanno sempre più diffondendo videogiochi pensati per diversi ambiti dell’Healthcare. È stato infatti dimostrato che hanno un impatto positivo poiché vanno a creare un incremento neuronale in alcune aree, come ippocampo, cervelletto e corteccia prefrontale dorsolaterale, che sono coinvolte in diversi processi cognitivi, quali la memoria e il controllo motorio. La sollecitazione costante di queste aree è importante per migliorare le condizioni di persone che soffrono di determinate patologie.

In base allo scopo, esistono diverse tipologie di videogiochi: ecco le principali.

Videogiochi educativi

Si rivolgono ai pazienti con una patologia specifica: devono interagire all’interno di un mondo virtuale con un avatar, che ha la loro stessa malattia, con il quale affrontare una serie di operazioni quotidiane, ricordandosi sempre di seguire correttamente le prescrizioni mediche per non compromettere la riuscita del gioco.

Tra questi, quello che ha avuto più successo e un maggior numero di risultati positivi è un videogioco pensato per chi è affetto da diabete: all’interno del gioco, il paziente deve svolgere una serie di attività quotidiane, tenendo sempre sotto controllo la glicemia. La parte più educativa è quella relativa al momento del pasto: cosa mangiare influisce sul livello di zuccheri nel sangue e, giocando, il paziente può vedere come diverse combinazioni di alimenti possano incidere positivamente o negativamente sulla sua salute.

Il fine educativo è davvero fondamentale: imparare a risolvere le proprie difficoltà all’interno di una realtà virtuale, incoraggia i pazienti ad essere più ottimisti e sicuri in quella reale.

Videogiochi riabilitativi

Sono pensati a supporto di terapie di riabilitazione per pazienti con problemi motori insorti in seguito ad incidenti o per malattie, come il Parkinson. Un gioco che ha trovato molta diffusione è relativo al mondo della Boxe: ai pazienti viene richiesto di boxare tramite una console con dispositivi e sensori corporei. Il gioco permette di recuperare alcuni movimenti e di mantenersi attivi. Tutti i dati sono registrati per consentire ai clinici di studiare i tempi di risposta e il livello di coordinazione.

Questo tipo di videogiochi potrebbero rivoluzionare completamente il concetto di riabilitazione: il paziente che sta seguendo una terapia non sarebbe più costretto a recarsi ogni giorno presso il centro specializzato ma tramite questa console potrebbe eseguire gli esercizi a casa. Eventuali movimenti errati sono rivelati dai sensori così che il paziente può sapere se sta svolgendo o meno gli esercizi in modo corretto.

Inoltre, i movimenti e i dati acquisiti possono essere inviati al terapista che può monitorare l’andamento del percorso di recupero e decidere se apportare delle modificheo intervenire personalmente.

Videogiochi per disturbi nell’apprendimento

I bambini con disturbi di apprendimento (DSA) necessitano di modalità differenti di insegnamento, rispetto alle classiche lezioni frontali, che siano più coinvolgenti e che gli permettano di seguire i loro ritmi, senza scoraggiarsi.

A supporto di questi bambini, sono state sviluppate numerose applicazioni che gli consentono, giocando, di apprendere. Già nel 2013 Vidiemme aveva capito quanto l’aspetto ludico fosse importante per l’educazione dei bambini affetti da disturbi nella sfera dell’apprendimento. L’applicazione Aritmeticando, inserita tra le migliori dell’anno 2013, è stata pensata per far comprendere la matematica anche agli studenti più piccoli affetti da DSA e si avvale di una modalità innovativa di insegnamento che usa brevi video e tool pratici. È stato infatti dimostrato come per questi bambini sia più semplice apprendere guardando un video e seguendo il proprio ritmo di apprendimento, senza un limite di tempo.

Videogiochi per disturbi comportamentali e depressione

L’ultimo campo di utilizzo più diffuso dei videogiochi è per quelle persone che soffrono di depressione o di disturbi comportamentali.

I giochi pensati per il paziente depresso nascondono dei messaggi positivi, ad esempio devono interagire all’interno della realtà virtuale con persone che sorridono, e sono solitamente di facile risoluzione per incoraggiare e aumentare il senso di autostima.

Per chi ha problemi comportamentali, invece, il videogioco riproduce esempi di ciò che potrebbe accadere se si agisse in un determinato modo anche nella vita reale.

Ancora una volta è incredibile vedere come l’Healthcare stia utilizzando la tecnologia, anche quella sviluppata prettamente per fini ludici, per trarre un vantaggio per il benessere dei pazienti.

Sources: ScienceMagHuffingtonPostVisualHunt